Solitari con le carte


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Giochi di carte classici italiani

In questa pagina offriamo un elenco, sicuramente parziale, dei giochi di carte più diffusi in Italia.
Tressette, scopa e briscola la fanno da padroni, ma anche le loro numerosi varianti attraggono diversi appassionati.
Un po' di storia, le regole del gioco e i collegamenti per giocare gratis on line senza registrazione, sono a vostra disposizione.



Tressette


STORIA
Insieme con la Scopa e la Briscola, il Tressette (o Tresette) è uno dei giochi con le carte italiane più diffuso nel nostro paese.
Le sue regole furono codificate in latino maccheronico da Marcello Chitarrella, sacerdote napoletano, forse monaco domenicano, nel 1750.
Un'ottima traduzione, di autore ignoto, giunge a noi tramite un libricino edito nel 1840 dalla tipografia Cataneo di Napoli.
Chiare perciò le origini napoletane e non spagnole, a mio avviso, di questo gioco che, nel corso del tempo, ha visto nascere e proliferare diverse varianti.
Il nome tressette, sostiene il Chitarrella, deriva dal fatto che avere tre sette in mano dava diritto (come ora per gli assi, i due e i tre) a tre punti.
Nato come gioco per quattro persone, numerose sono state nel tempo le varianti che sono state create dalla fantasia dei giocatori.


REGOLE
Valore in punti delle carte:
Asso (A) 1 punto;
Due (2) 1/3 di punto;
Tre (3) 1/3 di punto;
Re (10) 1/3 di punto;
Cavallo (9) 1/3 di punto;
Donna (8) 1/3 di punto;
7, 6, 5, 4 (dette scartine o scartini o lisci) punti 0 (zero).

Valore in presa delle carte:
Tre, Due, Asso, Re (10), Cavallo (9), Donna (8), 7, 6, 5, 4.

Puoi giocare gratis alla pagina Tressette on line



Briscola

STORIA
Molto poco si è discusso sulle origini di questo conosciutissimo (per noi) gioco di carte.
Se si visita la correlata voce in Wikipedia si apprende che il gioco è etichettato "di chiare origini italiane".
Altri articoli sul web, che riportiamo per dovere di cronaca non essendo citate le fonti, propendono invece per origini francesi oppure olandesi.
Secondo questi ultimi la parola "Briscola" deriva dal francese "Brisque" la cui traduzione letterale significa gallone; in passato erano chiamati "galloni" i soldati più anziani, appunto i gallonati. Siccome il gioco della briscola era il passatempo dei soldati francesi e dei marinai olandesi durante il periodo che va dalla fine del cinquecento e l'inizio del secolo successivo, la parola francese brisque ha finito per indicare più il gioco (che in Italia ha assunto il nome di briscola) che il gallonato.
L'origine del gioco è pertanto controversa; alcuni ritengono sia francese proprio per la derivazione linguistica della parola; altri, invece propendono per una origine olandese perché era il gioco più in voga tra i marinai che affrontavano i lunghi viaggi per mare per raggiungere le Indie olandesi.
A ciò si aggiunga che alcuni testi che trattano di giochi di carte, pur non menzionando direttamente le origini ed il periodo storico di nascita della briscola, fanno derivare alcuni giochi d'oltralpe proprio dalla nostra briscola.
Il gioco della briscola è praticato in tutta Italia con carte regionali e può essere considerato a tutti gli effetti un gioco italiano.


REGOLE
Nella briscola classica in due si gioca solitamente al meglio delle 3 partite. Vince ciascuna mano chi totalizza almeno 61 punti.
Vince la partita chi arriva per primo ad aver vinto tre mani.

Puoi giocare gratis alla pagina Briscola on line

Per conoscere alcune delle varianti visita la pagina varianti della briscola



Scopa

STORIA
Forse a causa di una persistente sudditanza psicologica verso gli altri, siamo portati a credere che di originario italiano ci sia ben poco.
Anche nel caso della scopa, navigando sul web, molti vedono una discendenza da un gioco spagnolo denominato Escoba.
In realtà, lo scopone, può a ragione ritenersi un gioco nato in Italia, riferendo alcuni testi di pescatori napoletani che si dilettavano in questo gioco sin dal quattrocento.
Il codice di Chitarrella, identificato con il sacerdote napoletano Marcello Chitarrella, forse monaco domenicano, è un trattato in latino che codifica e chiarisce le regole dei giochi di carte dello scopone e del tressette. Il codice consta di 44 regole.
Forse però non tutti sanno che il nome scopa del gioco ha una stretta attinenza con la ramazza.
Infatti fare scopa rappresenta visivamente la pulizia di tutte le carte presenti sul tavolo da gioco.
Per finire ricordiamo che la Escoba spagnola non è altro che la nostra scopa a quindici.

REGOLE
Di seguito le regole della scopa semplice a due giocatori.
Si gioca con un mazzo di carte italiane da 40, anche se in alcune zone d'Italia, principalmente al di là del Po a Nord, si utilizzano le 52 carte anglo-francesi senza l'8, il 9 e il 10. Un mazzo di 40 carte è diviso in quattro semi: coppe, denari, bastoni, spade. Le carte per ciascun seme sono: asso, 2, 3, 4, 5, 6, 7, fante (chiamato anche donna soprattutto nel sud Italia), cavallo, re.
Prima di distribuire le carte, il mazziere fa tagliare il mazzo all'avversario.
Il mazziere distribuisce tre carte all'avversario, tre a se stesso e quattro sul tavolo da gioco (regola spesso disattesa). Se il cartaro scopre in tavola tre re, rimescola e fa una nuova distribuzione, perché tre re impediscono le scope per tutto il corso della partita. Quando entrambi hanno esaurito le carte in mano, distribuisce nuovamente tre carte a testa sino ad esaurimento del tallone.
La vittoria si ottiene raggiungendo per primo il punteggio di 11 (talvolta ci si accorda per un punteggio maggiore). A parità di punteggio superiore ad 11 si giocano ulteriori mani sinché uno dei due giocatori prevale nel punteggio. Se entrambi i giocatori superano il punteggio prefissato, vince chi ha il punteggio maggiore.
La scopa è un tipico gioco di presa. Le prese si effettuano utilizzando la carta giocata. Se la carta giocata è di valore uguale a quello di una carta sul tavolo, o alla somma dei valori di più carte che si trovano sul tavolo, il giocatore prende la carta da lui giocata e quella o quelle di valore corrispondente, e le pone coperte in un mazzetto di fianco a sé; altrimenti lascia la carta sul tavolo. Se le carte in tavola permettono di fare la somma in vari modi, il giocatore può scegliere quella che gli sembra più utile, ma, come detto, se in tavola c'è una carta del medesimo valore, non si può prendere facendo la somma delle altre.
Al termine della mano, tutte le carte eventualmente rimaste sul tavolo sono catturate dal giocatore che ha preso per ultimo.
Se un giocatore prende tutte le carte che si trovano sul tavolo, realizza una scopa. Per segnare la scopa fatta, il giocatore pone, sotto il mazzetto delle sue prese, una carta scoperta di traverso alle altre. Nell'ultima mano, se il giocatore che gioca l'ultima carta prende con essa tutte le carte rimaste, questa non vale però come scopa.
Oltre alla scopa che vale un punto, gli altri punti presi in considerazione sono:

- Carte: un punto per chi ha il maggior numero di carte; in caso di parità il punto non viene assegnato.
- Denari: un punto per chi ha il maggior numero di carte di denari; in caso di parità il punto non viene assegnato.
- Primiera: un punto per chi ha il punteggio maggiore; in caso di parità il punto non viene assegnato. Per calcolare la primiera si tenga conto che i valori delle carte sono i seguenti: il sette vale 21 punti, il sei vale 18 punti, l'asso ne vale 16, il cinque ne vale 15, il quattro 14 punti, il tre 13 punti, il due 12 punti, le figure 10 punti. Si prende la miglior carta per ciascun seme e si effettua la somma. Bisogna avere almeno una carta per ciascun seme altrimenti la primiera è nulla.
- Settebello: un punto per chi ha preso il sette di denari; il punto è sempre assegnato.


Puoi giocare gratis alla pagina Scopa on line
oppure
cimentarti nella variante della scopa nota come Rubamazzetto


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